1 - Salita da Montebruno a Barbagelata

Aggiornamento: 10/2005

Approccio: Montebruno è situato sul Trebbia, sulla strada che collega Torriglia con Bobbio.
Da Montebruno saliamo seguendo la SS 45 per circa 6 km.
In corrispondenza del cartello che indica la frazione Costamaglia prendiamo a sinistra una stradina che scende (indicazioni per Santa Brilla, Cornale, Val d'Aveto, km 0).
Scendiamo ripidamente arrivando al ponte sul Trebbia (km 1) oltre il quale inizia la salita. Andiamo a destra al vicino incrocio per Santa Brilla.
La salita si svolge su una larghissima strada sterrata che sale con pendenza costante. La seguiamo senza difficoltà superando località Pian della Chiesa (km 2,7) e lasciando a destra la strada per Scorticate (km 4).
La strada termina sull´asfalto (km 5,8) tra Barbagelata a destra e Costa Finale a sinistra. Svoltiamo e raggiungiamo Barbagelata (km 6,9).
Dislivello:  390 m.
Ciclabilità:  100%
Asfalto: 29%
Osservazioni:  Volendo proseguire verso Montebruno via Tartogni (itinerario seguente) è possibile raggiungere la cresta da Costa Finale, senza arrivare fino a Barbagelata.

 


2 - Discesa da Barbagelata a Montebruno

Aggiornamento: 8/2000

Barbagelata è attraversata da una strada asfaltata che collega Montebruno (e la Val Trebbia) col Passo della Scoglina (e la Val Fontanabuona e la Val d'Aveto). E' raggiunto anche dall'itinerario 1 e dall'itinerario 4.
Dalla chiesa si lascia la provinciale e si entra nel paesino. Si segue la strada asfaltata che scende leggermente.
Prestare attenzione al sentiero che si stacca a destra dopo circa 100 m (segnavia FIE e ). Segue una ripida salita, praticamente non ciclabile, fino ad un colletto. Il sentiero prosegue a mezza costa fino a sbucare a fianco dei ruderi della cappella di Costa Finale.
Si scende a un crocicchio dove arrivano 6 sentieri o mulattiere. (Qui si arriverebbe, con meno fatica, salendo direttamente da Costa Finale).
Si prosegue col sentiero che sale di fronte (segnavia FIE ). Si sale così a scavalcare un dosso. Il sentiero prosegue poi a mezza costa mantenendosi sul versante nord ovest.
Si affronta qualche discesa anche ripida e si perviene ad un bivio dove il sentiero segnalato prosegue diritto (km 3,4).
Si va a sinistra. Il sentiero inizialmente non scende molto, poi si allarga in mulattiera ripida e sconnessa che precipita a Tartogni.
A Tartogni sale una asfaltata, la si segue fino ad arrivare a Montebruno (km 9.8).
Dislivello:  500 m.
Ciclabilità:  99%
Osservazioni:  Si può percorrere in senso opposto, ma due tratti, per circa 700 metri totali, sono impedalabili.
In salita andare a destra al bivio che si incontra sulla mulattiera 400 m dopo Tartogni.

 


3 - Salita da Torriglia al monte Lavagnola

Aggiornamento: 10/2005

Dal centro di Torriglia seguiamo la vecchia statale per la Val Trebbia e saliamo fino ad attraversare la breve galleria della Buffalora.
Appena terminata la galleria (km 1,9); qui si arriva anche dalla Val Trebbia: lasciare la strada, prima che inizino i trafori, salendo a sinistra al bivio (segnalato) saliamo a destra per la ripida stradina.
Al bivio andiamo a sinistra attraversando alcune case (km 2.2, segnavia FIE e segnale ) e proseguiamo in salita con qualche tratto ripido. La stradina termina (km 2,8) e diviene largo sentiero.
Trascurando le deviazioni ci manteniamo sul sentiero superando una ripida rampa.
Ad un bivio (km 4,8) saliamo a sinistra seguendo i segnavia e raggiungiamo un crocevia fondamentale (colle Nord Lavagnola, km 5) dove passa l' .
A destra il sentiero scende a Scoffera; a sinistra si dirige al passo del Portello. Noi saliamo diritti seguendo il sentiero non ciclabile che porta in vetta (km 5,1).
Dislivello:  350 m.
Ciclabilità:  95%
Osservazioni: è il percorso che collega gli itinerari dell'Antola col mare.
Il Lavagnola è posto tra le Valli Fontanabuona, Trebbia, Scrivia e le valli Aveto e Bisagno sono vicine.


 


4 - Traversata dal monte Lavagnola a Barbagelata

Aggiornamento: 10/2005

Il monte Lavagnola si raggiunge con l'itinerario 3.
Dalla vetta scendiamo al colle N Lavagnola dove svoltiamo a destra, in discesa inizialmente ripida. Il percorso prosegue in piano fino alla sella E, poi risale e infine scende a raggiungere una strada asfaltata (km 2, passo del Portello).
Scendiamo a destra sull´asfalto per circa 1.5 km arrivando in località Sella di Giassina.
Qui prendiamo la larga strada che si allontana in piano a sinistra. Passiamo nei pressi di una cascina (cani) ed arriviamo ad un bivio dove andiamo a destra, in salita. La strada alterna tratti asfaltati ad altri sterrati.
Al termine della salita una rapida discesa porta ad uno spiazzo (km 5,5 dalla vetta).
Trascuriamo sia la sterrata che scende a sinistra sia la strada asfaltata che prosegue. In mezzo alle due strade sale il sentiero che dobbiamo seguire (segnavia ).
La salita è ripida e non ciclabile per circa 300 metri, poi il sentiero attraversa a destra le pendici meridionali della montagna stretto, ma ciclabile.
Il percorso alterna salite anche ripide a tratti poco pendenti. Superiamo un altro strappo non ciclabile uscendo su una spalla dove inizia un tratto in discesa, su sentiero che via via si allarga e presenta qualche saliscendi.
Ancora una salita, ormai su comoda sterrata, ci porta alla lapide partigiana (km 8,2) nei pressi dell´asfalto.
Qui arriva un itinerario proveniente dalla Fontanabuona. A destra andremmo al Caucaso. Noi raggiungiamo l´asfalto e saliamo a sinistra a Barbagelata (km 9).
Dislivello:   in discesa 300 m, in salita 300 m.
Ciclabilità:  90%
Asfalto: 36%
Osservazioni:


 

5 - Salita al monte Antola da Capanne di Carrega

Aggiornamento: 4/2007

Il valico di Capanne di Carrega è attraversato dalla strada asfaltata che collega la Val Trebbia e la Val Borbera (Carrega Ligure). E' raggiunto dall'itinerario 17 e dall'itinerario 23.
Dalle case proseguiamo in salita, asfaltata, arrivando al punto in cui la visione si apre sul versante della val Trebbia e la pendenza si attenua.
Da questo punto parte un evidente sentiero che sale a destra (segnavia FIE e ; la strada prosegue arrivando, in un km, a Casa del Romano, trattoria ed albergo). Saliamo pochi metri ripidi poi proseguiamo con dolci pendenze tra i pascoli ed i boschi del crinale.
Scendiamo ad una sella erbosa (km 1) dove prendiamo il sentiero a destra che aggira alcuni dossi erbosi. Percorriamo il versante settentrionale con qualche saliscendi ed usciamo sul crinale.
Dopo una sella con una piccola croce superiamo un tratto accidentato e raggiungiamo un valico con panche (km 3,3).
Saliamo quasi in vetta al Monte Tre Croci (km 4) e scendiamo al Passo Tre Croci (km 4,4). La mulattiera a sinistra scende a Caprile (itinerario 19), quella a destra va a Vegni (itinerario 7).
Proseguiamo quasi in piano sul sentiero stranamente ondulato ("le traversine") e saliamo con qualche passo sconnesso. Una ripida discesa porta ad una sella (km 5,8).
Lasciamo a sinistra il sentiero per Caprile ed affrontiamo una salita, faticosa e non ciclabile di circa 400 metri che termina sui pascoli sottostanti la vetta. Trascuriamo il sentiero che sale alla croce e proseguiamo diritti confluendo in una stradina (km 6,4). La seguiamo arrivando rapidamente alla chiesetta (km 6,7).
Dislivello: 350 m.
Ciclabilità: 91%.
Asfalto: 6%
Osservazioni: Evitate di salire in vetta con la bici, il terreno è già abbastanza rovinato. Il rifugio è chiuso da molti anni; ne è stato costruito uno nuovo che si trova sulla discesa per Bavastrelli, molto lontano dalla vetta.
La traversata può proseguire con l'itinerario 5 della valle Scrivia.


 

6 - Discesa dal monte Antola a Bavastrelli

Aggiornamento:  4/2007

Il monte Antola è raggiungibile con l'itinerario 5  o con l'itinerario 23.
Dalla restaurata Cappelletta sottostante alla vetta ci dirigiamo verso sud su buona mulattiera che costeggia l'edificio ed i ruderi dei rifugi abbandonati. Lasciamo a destra il sentiero proveniente da Crocefieschi e seguiamo la mulattiera che scende (segnavia FIE  ed altri).
Arriviamo ad un incrocio dove è situata una panca (km 0,6). Svoltiamo a sinistra ed andiamo in discesa seguendo la larga mulattiera.
Raggiungiamo un incrocio (km 0,8) dove lasciamo a destra il nuovo rifugio e continuiamo la discesa. La stradina continua con qualche saliscendi prima di iniziare la discesa finale.
Raggiungiamo la Cappella dedicata a Sant'Antonio (km 2,6) ed incontriamo le rovine di case Boccaiusa con la fontana (km 3,2).
Superiamo un'altra Cappella (Madonna delle Grazie; km 3,4) e proseguiamo. Lasciamo a sinistra la strada del cantiere del rifugio e scendiamo sulla mulattiera ora acciottolata e ripida.
Dopo la prime case incontriamo la chiesa di Bavastrelli (km 4,7) ed attraversiamo il paese seguendo i segnavia che ci portano sulla strada provinciale (km 4,9).
Variante all'itinerario: discesa a Caprile :
Percorriamo l'itinerario principale fino a cinquanta metri dalla Cappella di Sant'Antonio (circa 2,6 km dalla partenza).
Qui incontriamo un palo segnaletico del Parco dell'Antola che riporta l'indicazione "Anello del Rifugio" e lasciamo la mulattiera per prendere a sinistra un sentiero non molto evidente. Dopo pochi metri il sentiero confluisce in una stradina forestale che seguiamo.
Attraversiamo una zona di pascoli ed arbusti con qualche saliscendi e raggiungiamo un crinale nel bosco (km 0,9) dove troviamo un'altra palina ed il segnavia FIE .
Proseguiamo sulla strada che scende ripida ed effettua un tornante. Seguiamo costantemente la strada senza possibilità di errore fino ad un bivio presso un melo (km 2,7) dove andiamo diritto nella strada che si allarga.
La strada scende ad incrociare i sentieri che provengono dall'Antola (km 3,4) e proseguiamo in comune con l'itinerario 19. Al bivio svoltiamo a destra lasciando la strada per un largo sentiero che scende alla piazzetta di Caprile (km 3,7). Interamente ciclabile; sconsigliabile in senso contrario a causa della pendenza eccessiva.

Dislivello: - 650 m.
Ciclabilità: 100%.
Asfalto: 4%
Osservazioni:
 


7 - Salita da Ottone al monte Dego

Aggiornamento: 3/2002
Approccio: Ottone è in Val Trebbia.
Dal centro di Ottone prendiamo la strada in salita che inizia al margine superiore della piazza con giardini.
Affrontiamo un monotona salita su asfalto, con pendenza non impegnativa. Saliamo superando alcune frazioni e, prima che la salita abbia termine, vediamo sulla destra una strada sterrata che entra in un prato e prosegue (km 8,4).
La prendiamo. La strada sale per raggiungere una spalla, poi scende leggermente e prende a salire più decisa.
Guadagniamo quota con qualche tornante poi svoltiamo sul versante meridionale della montagna.
Proseguiamo raggiungendo un´ultima curva (a destra sentiero percorso dall´itinerario 8) e poi la chiesetta della vetta (km 14).
Dislivello: 935 m.
Ciclabilità: 100%.
Osservazioni:

 

8 - Discesa dal monte Dego a Fontanigorda

Aggiornamento: 3/2002

Il monte Dego è accessibile con l'itinerario 7 o con l'itinerario 9.
Dalla chiesetta seguiamo la strada di accesso arrivando alla curva verso destra. Di fronte vediamo un evidente sentiero (segnavia FIE: ) e lo prendiamo.
Il sentiero ha un andamento in leggera salita, poi scende ad una sella ed inizia a costeggiare il monte Oramara.
Superando qualche tratto più difficile proseguiamo finchè il sentiero si allarga per diventare una stradina (km 2).
Proseguiamo adesso senza difficoltà sempre restando sulla strada ed arrivando così alla costruzione del rifugio di Foppiano. (km 3,2).
Trascuriamo la strada a sinistra (da dove arriva l´itinerario 9) ed al bivio successivo andiamo a sinistra nella strada in discesa. La strada termina per diventare un sentiero che sale con qualche tratto non ciclabile.
In discesa arriviamo ad un valico dove lasciamo a destra il sentiero segnalato per Casanova (km 5).
Percorriamo ancora alcune centinaia di metri ed usciamo al passo di Ertola (km 5,5).
A destra scende una strada sterrata, di fronte arriva il sentiero dal valico di Fregarolo.
Svoltiamo a destra e scendiamo sull´ampia strada sterrata.
Dopo qualche centinaio di metri la strada inizia a salire. La pendenza della salita diminuisce gradatamente ed inizia la discesa.
I tratti di discesa più ripidi si alternano a lunghe diagonali pianeggianti. Raggiungiamo una sbarra (km 9,4) ed usciamo in una zona di pascoli con radi alberi. Proseguiamo sulla strada sempre ampia arrivando ad un poco evidente valico.
Proseguiamo a sinistra sulla strada che scende con qualche tornante.
Perdiamo quota rapidamente e raggiungiamo l´asfalto (km 13,4). Poco dopo arriviamo nei pressi di Crescione dove svoltiamo a destra proseguendo la discesa.
Usciamo sulla provinciale nei pressi della chiesa di Casanova (km 15).
Fontanigorda è a sinistra a circa 1,5 km.
Dislivello:  700 m.
Ciclabilità: 98%.
Osservazioni: La strada sterrata è pienamente percorribile anche in salita.
 


9 - Salita da Rezzoaglio al monte Dego

Aggiornamento: 3/2002
Approccio: Rezzoaglio è situato sulla strada della Val d'Aveto.

Da Rezzoaglio proseguiamo sulla strada statale in direzione di Bobbio.
Raggiungiamo l´incrocio con la strada per Ottone ed Alpepiana (km 4,7) e svoltiamo a sinistra scendendo ad attraversare il ponte.
La strada sale e supera le case di Alpepiana. Troviamo un incrocio con indicazione per Lovari (km 8,3).
Imbocchiamo a sinistra questa stradina che sale e diviene sterrata.
Saliamo finchè non vediamo a destra una strada minore, chiusa da una catena (km 9,8). La strada principale sale ancora per 300 metri, poi inizia a scendere. Noi svoltiamo a destra e superiamo la catena.
La salita è dura per un centinaio di metri, poi diviene facilmente pedalabile.
Proseguiamo in salita senza altre deviazioni ed arriviamo al Passo dei prati di Foppiano, pochi metri sotto al rifugio (km 13,2).
Qui incontriamo il percorso 8 che seguiamo al contrario. Svoltiamo quindi a destra ed andiamo in salita fino al termine della strada forestale (km 14,4).
Seguiamo il sentiero, che presenta qualche tratto non ciclabile, costeggiando il monte Oramara.
Il sentiero termina in una strada sterrata (km 16,3) che seguiamo verso destra. La salita termina alla chiesa in vetta al monte Dego (km 16,5).

Dislivello: 780  m.
Ciclabilità: 99%.
Osservazioni:


 


10 - Traversata dal passo di Foppiano al Valico di Fregarolo

Aggiornamento: 3/2002

Al passo di Foppiano andiamo verso sud, in comune con l´itinerario 8.
Al bivio andiamo a sinistra nella strada in discesa. La strada termina (km 0,9) per diventare un sentiero che sale con qualche tratto non ciclabile.
In discesa arriviamo ad un valico dove lasciamo a destra il sentiero segnalato per Casanova.
Percorriamo ancora alcune centinaia di metri ed usciamo al passo di Ertola (km 2,3).
A destra scende la strada sterrata percorsa dall´itinerario 8. Andiamo diritti sul sentiero che sale e presenta qualche tratto non ciclabile. In leggera discesa raggiungiamo il passo di Esola (km 3,2).
Proseguiamo su sentiero con caratteristiche simili e saliamo a superare una spalla (km 5,1) oltre la quale inizia una ripida discesa.
Dopo qualche centinaio di metri la pendenza diminuisce mentre appare la caratteristica cima rocciosa del monte Gifarco.
Il sentiero scende con fondo roccioso e sconnesso e prosegue fino ad uscire al passo del Gifarco e, subito dopo, al passo del Fante (km 6,4).
A destra scende il sentiero per il Bosco delle Fate e Fontanigorda, a sinistra il sentiero per Brignole.
Proseguiamo diritti e saliamo per superare la spalla del monte Castellofante.
Alternando salite e discese arriviamo alla discesa finale che porta alla Cappella ed al Valico di Fregarolo dove troviamo la strada provinciale (km 9,4).
Dislivello:  in salita 200 m, in discesa 340 m.
Ciclabilità: 85%.
Osservazioni: anche se non molto ciclabile si svolge in un ambiente bello e selvaggio. Per proseguire la traversata verso Barbagelata vedi "Altri".
 

11 - Salita da Rovegno al Passo di Ertola

Aggiornamento: 5/2003
Approccio: Rovegno è raggiunto da una breve diramazione dalla strada della Val Trebbia.
 
Dal centro paese seguiamo la strada interna ed usciamo presso il comune. In prossimità della chiesa seguiamo la strada provinciale che sale a destra con alcuni tornanti.
Superiamo il bivio per la colonia (km 2,4) e scendiamo leggermente per poi salire e raggiungere le case di Pietranera (km 4).
Attraversato il paese seguiamo la strada per Foppiano ed al bivio (km 4,6) andiamo a sinistra.
Con facile salita proseguiamo arrivando in vista delle case di Foppiano. Un centinaio di metri prima di raggiungere il paese incontriamo una strada sterrata che sale a sinistra (indicazioni MTB; km 6,1) e che prendiamo.
Guadagniamo quota con qualche tornante e pendenza sempre accettabile. In questo modo arriviamo ad incrociare la strada che sale da Casanova, seguita in discesa dall´itinerario 8 (km 8,7).
Proseguiamo a sinistra con bel percorso pianeggiante. Poco dopo cominciamo a salire, con scarsa pendenza e fondo buono.
Raggiunto il punto più alto (km 12) la strada comincia a scendere e raggiunge un ruscello dove affrontiamo la salita finale che ci porta al termine della strada (km 13,3).
Siamo al Passo di Ertola. Di fronte scende un sentiero per Rezzoaglio, a destra il sentiero che va al valico di Fregarolo, a sinistra il sentiero per il passo di Foppiano (itinerari 8 e 10).
Dislivello: 760 m
Ciclabilità: 100%.
Asfalto: 46%
Osservazioni:

12 - Discesa dal Passo del Fante a Fontanigorda

Aggiornamento: 5/2003
Approccio: il Passo del fante è situato sul sentiero percorso

Al Passo del Fante è situato un crocevia di sentieri. Verso sud va il sentiero per il passo di Fregarolo, a nord il sentiero per i passi di Esola, Ertola e Foppiano, ad est il sentiero che scende a Brignole. Il nostro sentiero scende ad ovest (segnavia FIE: ).
La discesa è subito difficile a causa dell'erosione del sentiero, stretto e roccioso e ripido.
Proseguendo i tratti ciclabili si fanno sempre più ampi ed infine possiamo progredire in sella.
Il sentiero termina al guado di un ruscello (km 1,5). Saliamo sull'altra riva e troviamo quasi subito una stradina che confluisce poi in una strada forestale (km 1,7).
La seguiamo in discesa. La strada diventa asfaltata nei pressi di un campetto sportivo e poi attraversa il Bosco delle Fate ormai trasformato in un giardino (e le fate sono di certo andate da un'altra parte).
Rapidamente scendiamo al piazza della chiesa di Fontanigorda (km 3,8).
Dislivello: 460 m.
Ciclabilità: 92%.
Asfalto: 21%
Osservazioni: solo discesa. Il passo del Fante è situato sulla traversata dal passo di Foppiano al valico di Fregarolo. Vedi itinerario 10.
 


13 - Periplo del lago del Brugneto

Aggiornamento: 5/2003
Approccio: la diga è raggiungibile seguendo la strada asfaltata che, per chi provenga da Torriglia, si stacca a destra prima della galleria sulla strada per Propata.

Iniziamo dal piazzale all'estremità SW della diga. Attraversiamo la diga e lasciamo la strada asfaltata in corrispondenza del primo sentiero che scende a sinistra.
Il sentiero costeggia il lago, inizialmente facile poi inizia a salire con qualche scalino e tratti ripidi che ci portano ad incrociare una stradina in cemento, a pochi metri dalle case di Fontanasse (km 1,4).
Svoltiamo a sinistra e scendiamo. In un prato la traccia si fa confusa, prendiamo il sentiero a destra e raggiungiamo una vicina stradina dove svoltiamo a sinistra. Evitiamo i sentieri che scendono verso il lago e restiamo sulla stradina.
Arriviamo presso un ramo del lago dove il sentiero supera una ripida ascesa a destra per poi scendere, altrettanto ripido, a raggiungere un guado (km 3).
Dopo il guado inizia una salita faticosa che risale la montagna allontanandosi dal lago. In questo tratto siamo su una antica mulattiera ancora parzialmente lastricata.
Al termine di questo tratto più ripido incontriamo una stradina che seguiamo a destra arrivando ad un altro incrocio (km 3,6).
La strada a destra porta alle vicine case di Caffarena, noi andiamo a sinistra e raggiungiamo il punto di scollinamento.
La discesa è inizialmente facile, poi diventa ripida e parzialmente difficile e termina sul lago (km 5,2).
Costeggiamo il lago con brevi salite e discese su un sentiero piuttosto stretto e raggiungiamo un bivio (km 6,4) dove andiamo a destra (indicazioni per Albora).
Dopo una difficile salita incontriamo una mulattiera e possiamo proseguire, sempre costeggiando il lago, più facilmente.
Superiamo una zona pic nic e proseguiamo sulla mulattiera che si trasforma in stradina e termina su una strada asfaltata (km 7,4).
Svoltiamo a sinistra, attraversiamo il ponte e saliamo su asfalto fino ad arrivare ad alcune case dove, a sinistra, inizia un sentiero (km 8,2; segnavia).
Siamo ad un centinaio di metri dalla provinciale, alle porte di Bavastri.
Al termine della discesa superiamo un ponte e saliamo fino a raggiungere la provinciale in località Costa di Paglia (km 9).
Senza raggiungere l´asfalto svoltiamo subito a sinistra costeggiando una casa. A fianco di una baracca in lamiera scende una ripida mulattiera che ci porta rapidamente sulle rive del lago (km 9,5).
Svoltiamo a destra proseguendo per un tratto abbastanza facile. Il sentiero gira in un ramo secondario del lago, superiamo una ripida salita poi scendiamo velocemente per guadare (km 12).
Salite e discese si alternano adesso per qualche tempo mentre il sentiero è affiancato da ringhiere in cattivo stato.
Qualche moderata difficoltà è causata dalla segnaletica fuorviante, cerchiamo di seguire i sentieri che non comportano troppe perdite di quota.
un´ultima salita termina ad un'area pic-nic (km 14,6) da dove arriviamo rapidamente alla strada asfaltata (km 14,8) che seguiamo a sinistra per arrivare alla diga (km 15).
Dislivello: 630 m.
Ciclabilità: 87%.
Asfalto: 8%
Osservazioni: non fatevi trarre in inganno dallo scarso dislivello: è un percorso reso impegnativo dai numerosi e faticosi saliscendi, spesso non ciclabili. Il dislivello calcolato è probabilmente stimato in difetto. La lunghezza complessiva dichiarata sui cartelli in sito è di 13,5 km; a me è risultata di più.
 


14 - Salita da Gorreto a Suzzi

Aggiornamento: 8/2005
Approccio: Gorreto è l'ultimo paese ligure sulla strada della Val Trebbia.

Dalla piazza saliamo sulla sinistra in una stradina che esce dal paese. Al primo bivio andiamo a destra (indicazioni).
La strada sale stretta e abbastanza ripida.
Superiamo le prime case di Barchi e raggiungiamo un bivio (km 2,75) dove saliamo a sinistra raggiungendo le case superiori.
Lasciamo a sinistra la strada per Bertassi ed usciamo dalle case seguendo la strada a destra.
La salita ci porta ad un bivio (km 5). Lasciamo a destra la strada per Bertone ed andiamo a sinistra.
La strada continua a salire, ora sterrata. Superiamo una spalla con bella vista su Bertone ed il monte Alfeo ed iniziamo la lunga diagonale sul versante meridionale del monte.
La strada ritorna asfaltata e proseguiamo su asfalto per 2 km, poi la pendenza diminuisce e raggiungiamo facilmente il Passo Maddalena (km 10,5) dove incrociamo il segnavia FIE . Seguendolo a destra potremmo accedere alle numerose possibilità offerte dal monte Alfeo.
Proseguiamo sulla sterrata che scende rapidamente. Dopo sette tornanti percorriamo l'ultimo traverso che porta alle case di Suzzi (km 15,8).
Dislivello: salita 880 m; discesa 430 m.
Ciclabilità: 100%.
Asfalto: 44%
Osservazioni:


15 - Discesa da Suzzi ad Ottone

Aggiornamento: 8/2005

Suzzi è accessibile con l'itinerario 14.
Da Suzzi seguiamo la strada di accesso e saliamo fino al terzo tornante (km 1,3). Qui lasciamo la strada per svoltare a sinistra in una strada minore (indicazioni e segnavia 121).
La stradina scende e sale più volte per attraversare dei ruscelli, poi sale decisamente fino alle case di Pizzonero (km 3,3).
Presso al lavatoio vi è un incrocio di sentieri con cartelli segnaletici. Seguiamo l'indicazione per Belnome e scendiamo su un ripido sentiero che subito spiana e prosegue facilmente fino ad un bivio (km 3,8).
Lasciamo a sinistra il sentiero per Artana e proseguiamo sul 121. Il percorso presenta qualche salita molto ripida ma breve. Dopo un tratto a saliscendi la discesa diventa ripida e sassosa e porta ad incrociare una mulattiera (km 5,4).
Scendiamo a sinistra raggiungendo il cimitero e poi uscendo tra le case di Belnome (km 5,8).
A sinistra scende la strada per il fondovalle, noi continuiamo sulla destra, scendiamo tra le case ed usciamo sulla destra dal paese in una stradina che diviene sentiero (segnavia  solo all´inizio).
Il sentiero continua pianeggiante per qualche centinaio di metri, poi scende ripido e dissestato fino a raggiungere un ponticello sul torrente (km 7).
Il sentiero prosegue a sinistra. Al primo bivio andiamo a sinistra e al secondo a destra, seguendo il segnavia (km 7,2). A questo secondo bivio dovrebbe essere possibile andare a sinistra (tracce di motocross) e mi hanno detto che il percorso è migliore.
Saliamo a destra, ripidamente. Il sentiero prosegue in falsopiano nel bosco e presenta qualche saliscendi.
E' necessario prestare molta attenzione perchè presenta alcuni passaggi pericolosi. Nell'attraversare le gole dei ruscelli spesso passiamo alti su salti di roccia e nell'attraversamento di una zona franosa il sentiero è ridotto a strettissimo passaggio, ma tutto il percorso si svolge su sentiero non troppo largo che attraversa un versante boscoso ma molto ripido.
La traversata raggiunge un bivio dove incrociamo il sentiero che avevamo lasciato al km 7,2 (km 9,8; possibile alternativa, forse migliore).
Senza altre difficoltà seguiamo il sentiero a destra che ora diventa una stradina. Raggiungiamo il cimitero (km 10,45) e Tàrtago (km 10,8).
Scendiamo presso la chiesa prendendo la strada asfaltata che scende al fondovalle. Attraversiamo il fiume su un ponte metallico (km 12,8) e proseguiamo sull´ampia strada, ora sterrata.
Confluiamo in una strada asfaltata (km 14,3) che scende ad un ponte (km 15,4). Saliamo sull'opposta sponda e poi scendiamo alla SS 45 (km 18,2).
Ottone è a destra a circa 3 km.
Dislivello: in discesa 950 m; in salita 450 m.
Ciclabilità: 98%.
Asfalto: 32%
Osservazioni:


16 - Salita da Ponte Trebbia a Sella di Giassina

Aggiornamento: 10/2005

Approccio: Ponte Trebbia è a circa 5 km da Torriglia, in direzione di Montebruno.
A Ponte Trebbia prendiamo la sterrata che sale prima del ponte (indicazione per Fricciallo).
Dopo un centinaio di metri andiamo diritti ad un bivio e proseguiamo senza altre incertezze la salita. La strada termina poco al di sopra della case di Friciallo (km 3).
Scendiamo sulla mulattiera lastricata che porta tra le case andando a sinistra ad un bivio. Raggiungiamo così la ultime case, in rovina, del paese.
Costeggiamo una casa con una Madonna sulla facciata andando a destra.
La mulattiera scende ripida e raggiunge un lavatoio in rovina (km 3,3).
Il tracciato prosegue su un sentiero in leggera salita; superiamo un tratto fortemente dissestato e proseguiamo la salita più facilmente.
Il sentiero scende ad un guado poi sale e prosegue con qualche saliscendi. Dopo un ultimo guado il sentiero si allarga a stradina e sale ad una cascina (km 4,6).
Ora su comoda stradina raggiungiamo un'altra cascina (km 5,4; cani, galline: andate piano!) e proseguiamo fino ad uscire su asfalto (km 5,5).
Scendiamo a sinistra e raggiungiamo velocemente la Sella (km 6,2).
Dislivello: 290 m.
Ciclabilità: 99%.
Asfalto: 10%
Osservazioni:


17 - Raccordo Maddalena - Carrega

Aggiornamento: 8/2006

l Passo della Maddalena è raggiungibile da Gorreto con l'itinerario 14.
Al Passo seguiamo a sinistra (per chi salga da Gorreto) il sentiero con segnavia  e FIE . Il sentiero scende ed entra nel bosco. La discesa termina ad una selletta (km 0,6). Proseguiamo con numerosi saliscendi restando sempre sul crinale (attenzione ad un breve tratto sul ciglio di una parete verticale) e con percorso quasi interamente ciclabile.
Il sentiero inizia a salire e raggiungiamo la base (km 2) di una rampa ripidissima che affrontiamo faticosamente a piedi. Una breve discesa ci porta ad un bivio (km 2,4) ai piedi del monte Carmo.
Lasciamo il segnavia  a destra e seguiamo a sinistra il segnavia FIE .
Il sentiero scende per attraversare un impluvio nel bosco. Scendiamo ancora ad una radura dove il sentiero si confonde. Proseguiamo in salita, ciclabile.
Una breve rampa ci porta su una sterrata (km 3,3) dove incontriamo l'itinerario 23.
Svoltiamo a sinistra e seguiamo la strada che scende ad incontrare l'asfalto in località Capanne di Carrega (km 4,2).
Dislivello: 190 m in salita e 230 in discesa.
Ciclabilità: 85%.
Asfalto: -%
Osservazioni: questo raccordo è percorribile anche in senso contrario.


18 - Discesa da Capanne di Carrega a Gorreto

Aggiornamento: 8/2006

Il valico di Capanne di Carrega è attraversato dalla strada asfaltata che collega la Val Trebbia e la Val Borbera (Carrega Ligure). E' raggiunto dall'itinerario 17 e dall'itinerario 23.
A Capanne di Carrega seguiamo la strada asfaltata in salita. Lasciamo a destra il sentiero per il monte Antola (km 0,4) e proseguiamo in piano.
Con veloce discesa raggiungiamo l'incrocio con la stradina che sale alla vicina Casa del Romano (km 1,3). Proseguiamo per una ventina di metri.
A sinistra vediamo dei prati con un edificio di legno. Scendiamo seguendo una ripida traccia e raggiungiamo una strada campestre, appena accennata.
Passiamo ad una decina di metri della costruzione in legno e raggiungiamo un prato dove ogni traccia si perde. Costeggiamo il prato e troviamo un evidente sentiero.
Scendiamo ripidamente entrando nel bosco. Il sentiero si allarga e continua la ripida discesa fino ad una strada asfaltata (km 2,2).
Attraversiamo la strada, saliamo un metro e troviamo un sentierino stretto ed invaso dalla vegetazione. Lo seguiamo, ostacolati dai cespugli. Se riusciamo a seguirlo fino alla fine scendiamo su una strada asfaltata che seguiamo a sinistra per qualche metro. Lasciamo l'asfalto (km 2,7) e saliamo a sinistra seguendo una strada sterrata dove incontriamo, saltuariamente, il segnavia .
Raggiungiamo la base di una salita ripidissima che affrontiamo a piedi. Il percorso continua nei pressi del crinale, con aspri saliscendi.
Un'ultima salita ci porta su un crinale (km 4,2) che domina la bella conca prativa del Pian della Cavalla.
Scendiamo e, al termine della discesa, teniamo a sinistra. Seguiamo la carrareccia che attraversa il piano. Dopo una breve salita la carrareccia scende a sinistra.
Il percorso non è intuitivo. E' necessario seguire la carrareccia, non sempre evidente, che attraversa i prati con lunghe diagonali.
La carrareccia scende ad un prato che non attraversiamo ma costeggiamo a sinistra entrando nel bosco. Qui la strada è evidente e scende ad un altro prato. Lo attraversiamo con leggera salita e proseguiamo in discesa raggiungendo un abbeveratoio con alcune panche (km 6,7).
Prendiamo la strada più evidente e pianeggiante. Poco dopo la strada si trasforma in una mulattiera, su cui ritroviamo il segnavia , che scende ripida e parzialmente lastricata.
La discesa diventa asfaltata nei pressi di una casa (km 7,6). La stradina scende ripida e raggiunge la piazza della chiesa di Fontanarossa (km 7,7).
Svoltiamo a destra e seguiamo la strada asfaltata che attraversa il paese e scende, con numerosi tornanti, al ponte sul Trebbia (km 13,5).
Gorreto è a sinistra a 2,5 km.
Dislivello: 1030 m in discesa; 180 m in salita.
Ciclabilità: 99%.
Asfalto: 61%
Osservazioni:


19 - Discesa da Capanne di Carrega a Caprile

Aggiornamento: 4/2007

Il valico di Capanne di Carrega è attraversato dalla strada asfaltata che collega la Val Trebbia e la Val Borbera (Carrega Ligure). E' raggiunto dall'itinerario 17 e dall'itinerario 23.
Dalle case proseguiamo in salita, asfaltata, arrivando al punto in cui la visione si apre sul versante della val Trebbia e la pendenza si attenua.
Da questo punto parte un evidente sentiero che sale a destra (segnavia FIE e ; la strada prosegue arrivando, in un km, a Casa del Romano, trattoria ed albergo). Saliamo pochi metri ripidi poi proseguiamo con dolci pendenze tra i pascoli ed i boschi del crinale.
Scendiamo ad una sella erbosa (km 1) dove prendiamo il sentiero a destra che aggira alcuni dossi erbosi. Percorriamo il versante settentrionale con qualche saliscendi ed usciamo sul crinale.
Dopo una sella con una piccola croce (km 2,7) superiamo un tratto accidentato e raggiungiamo un valico con panche (km 3,3).
Saliamo quasi in vetta al Monte Tre Croci (km 4) e scendiamo al Passo Tre Croci (km 4,4).
Svoltiamo a sinistra e raggiungiamo le tre croci di legno. A destra scende il sentiero (segnavia FIE ).
Seguendolo percorriamo la ripida mulattiera, coperta dalla foglie, che attraversa la foresta ed esce sui bei pascoli dei Piani di Caprile dove incontriamo la Fontana Mortesina (km 5,6). Animali al pascolo e caprioli e daini nel bosco.
La discesa prosegue su una larga mulattiera, spesso ancora acciottolata. Trascuriamo alcuni sentieri laterali e restiamo sempre sulla mulattiera che scende con tratti anche ripidi, ma quasi priva di difficoltà.
Ormai in vista del paese incontriamo la mulattiera che scende dall'Antola e confluiamo su una strada sterrata (km 7,1). Voltiamo a sinistra e raggiungiamo un bivio dove svoltiamo a destra prendendo il sentiero che scende prima della strada col fondo in cemento.
Con facile discesa entriamo tra le case di Caprile e scendiamo seguendo i segnavia fino ad uscire sulla strada asfaltata nei pressi del ristorante (km 7,4).
Dislivello: -590 m.
Ciclabilità: 98%.
Asfalto: 5%
Osservazioni:
Variante 19.1:
Dopo la piccola croce del km 2,7 proseguiamo sull'itinerario principale fino a quando, a sinistra, scende un evidente sentiero (km 0,15).
Il sentiero scende nel pascolo e costeggia il bosco, non sempre ben visibile. Entriamo a destra nel bosco ed incontriamo un bivio (km 0,4). Trascuriamo a sinistra il sentiero con segnavia  ed andiamo a destra.
Incontriamo una piccola zona paludosa che aggiriamo con qualche difficoltà.
Percorriamo adesso una larga mulattiera, segnalata con segnavia , che attraversa pascoli e boschi, prevalentemente in discesa ma con qualche saliscendi. E' un percorso poco frequentato, ricco di fauna.
La strada forestale scende ad incontrare l'itinerario principale alla Fontana Mortesina (km 2,3).

 


20 - Discesa dal Passo Maddalena a Gorreto

Aggiornamento: 6/2007

Il valico è raggiungibile con la strada che da Gorreto sale a Suzzi (itinerario 14).
Dal passo della Maddalena torniamo indietro verso Gorreto. Dopo 70 metri lasciamo la strada e prendiamo il sentiero che sale a sinistra (segnavia CAI  e FIE , quest'ultimo ci accompagnerà fin quasi alla fine).
La salita non è ciclabile e si svolge al confine tra bosco e pascolo. Con una breve discesa raggiungiamo una sella (km 0,7) dove prendiamo il sentiero che sale a sinistra. Attraversiamo il pascolo e qualche macchia di faggi raggiungendo il punto più elevato (km 1).
Il sentiero scende leggermente e prosegue quasi in piano. Ad un incrocio seguiamo il sentiero più a destra (; il sentiero a sinistra si ricongiunge ma comporta un maggiore dislivello).
Dopo la congiunzione il sentiero scende ripido e raggiunge una spalla dove svoltiamo nettamente a destra (km 1,5).
Scendiamo ripidamente con un paio di tornanti e qualche tratto dissestato. Al termine della parte più ripida il sentiero prosegue con un traverso. Una breve salita ci porta ad un valico (km 2,2).
Scendiamo a destra su largo sentiero raggiungendo un'edicola sacra ed un bivio (km 2,8).
Lasciamo a sinistra il sentiero che va al monte Alfeo (dista circa 3/4 d'ora da qui) e scendiamo a destra sul tracciato che si allarga a mulattiera.
Percorriamo qualche tratto molto ripido, attraversiamo un cancello ed entriamo in Bertone passando sotto ad un voltino (km 4,4).
Incontriamo subito un bivio dove saliamo a sinistra lasciando a destra le stradine che scendono alla chiesa. Dopo qualche metro in salita scendiamo ad una piazzetta dove arrivano le auto. Seguiamo la strada che scende e la lasciamo dopo pochi metri per andare a sinistra in un sentiero erboso (km 4,5).
Il sentiero è bello e pulito e scende ad un bivio (km 4,7) dove dobbiamo prendere il sentiero a destra.
Siamo su un sentierino invaso dalla vegetazione ed abbiamo modo di apprezzare le differenze tra le spine della rosa canina e quelle del rovo, ma non mancano le ortiche.
Ci facciamo strada fino al bosco dove il percorso torna pulito.
La mulattiera non è pericolosa, ma richiede attenzione perchè è costantemente sopraelevata ed anche una caduta da un paio di metri può essere dannosa, inoltre vi sono parecchie pietre franate dal muro di contenimento a monte.
Dopo un tratto con erba ed arbusti la mulattiera percorre una cengia attraversando la parete della montagna e scende ad un incrocio (km 6,9). Lasciamo a sinistra il sentiero 113 per Campi e proseguiamo la discesa a destra.
Raggiungiamo un traliccio (km 7,6) dove lasciamo il sentiero segnalato e seguiamo a sinistra la mulattiera.
Scendiamo con qualche tratto ripido ed usciamo su una stradina asfaltata (km 8) che, seguita a destra, ci porta a Gorreto (km 8,9).
Dislivello: -1000 m.
Ciclabilità: 92%.
Asfalto: 11%
Osservazioni: discesa impegnativa ma quasi interamente ciclabile. La bassa ciclabilità è dovuta alla salita iniziale.


21 - Discesa da Casa del Romano a Caprile

Aggiornamento: 8/2007

Dal rifugio andiamo al parcheggio e svoltiamo a destra raggiungendo una stradina sterrata che inizia dietro all'edificio. Entriamo nel bosco a monte della cascina seguendo la strada che sale. Attraversiamo un pascolo dove la strada si riduce a sentiero ed entriamo nel bosco (km 0,4).
Il sentiero prosegue evidente, costeggiando una recinzione. Con rapida discesa raggiungiamo la strada asfaltata che sale da Propata (km 1).
Non tocchiamo l'asfalto ma svoltiamo subito a destra superando un cancello nella recinzione.
Una dissestata discesa ci porta su una larga sterrata (che proviene dalla SP87 a circa 300 metri) e la seguiamo a destra.
La strada sale senza difficoltà, effettua qualche saliscendi e ci porta al cancello di uscita subito dopo il quale incontriamo un bivio (km 2,2) ed il segnavia .
Svoltiamo a destra ed affrontiamo una lunga salita, ripida, dissestata e poco ciclabile. Un tratto quasi pianeggiante ci porta ad attraversare un ruscello asciutto dopo il quale la salita riprende impedalabile.
Raggiungiamo una zona paludosa (km 2,9) dove arriva da destra la variante dell'itinerario 19. Svoltiamo a sinistra ed attraversiamo il pantano come meglio riusciamo.
Sull'altra sponda ci teniamo a sinistra (il segnavia va a destra) e scendiamo su una sassosa mulattiera che entra nel bosco.
Costeggiamo un filare di giganteschi faggi ed evitiamo le parti troppo rovinate restando al margine del bosco. La ripida discesa ci porta ad un guado (km 4,1) dove incontriamo il segnavia  che seguiamo.
Attraversiamo belle radure tra radi alberi, attraversiamo un altro guado e scendiamo con tratti ripidi e dissestati fino a raggiungere il sentiero FIE .
Svoltiamo a sinistra e scendiamo, in comune con l'itinerario 19, seguendo la ripida mulattiera.
Raggiungiamo l'incrocio (km 5,5) col sentiero FIE  che scende dall'Antola e scendiamo fino ad una strada sterrata (km 5,6). Svoltiamo a sinistra e raggiungiamo Caprile (km 6) sia seguendo integralmente la sterrata sia prendendo il sentiero che scende a destra prima della curva.
Dislivello: -520 m.
Ciclabilità: 94%.
Asfalto: 2%
Osservazioni: continua l'esplorazione dei segnavia giallo-rosso.


22 - Discesa dal monte Antola a Caprile

Aggiornamento: 11/2007
Il monte Antola è raggiungibile con l'itinerario 5.
Dalla cappelletta presso i vecchi rifugi seguiamo la mulattiera quasi pianeggiante in direzione est. Saliamo per superare una spalla, poi scendiamo (itinerario 5 al contrario) entrando nel bosco. Al termine della discesa (km 0,9) svoltiamo a destra, lasciando il sentiero che prosegue per Casa del Romano, e seguendo il segnavia . La discesa utilizza una larga mulattiera, costeggiamo una fontana e proseguiamo senza troppe difficoltà fino ad uscire sui pascoli. Andiamo diritti in piano e raggiungiamo un abbeveratoio (fontana Cantioe; km 2,1). Seguiamo la discesa sulla destra e ritroviamo più avanti la mulattiera segnalata.
La divertente discesa prosegue fino ad un tornante (km 3,1). La strada prosegue a destra, noi la lasciamo per riprendere la mulattiera che va a sinistra e confluisce su una strada sterrata (km 3,5) che seguiamo a sinistra.
Dopo pochi metri svoltiamo a destra imboccando un sentiero che scende veloce fino a Caprile (km 3,8)
Dislivello: -540 m.
Ciclabilità: 100%.
Asfalto: 0%
Osservazioni: era la variante 6.1.
Nota: è percorribile anche in salita, più ripido e faticoso dell´itinerario 6 ma più breve; la ciclabilità rimane molto bassa. In salita è opportuno adottare tre brevi varianti che evitano alcuni tratti ripidi. Alla partenza, davanti alla trattoria di Caprile, non saliamo nella crosa con segnavia ma proseguiamo sulla strada pianeggiante che termina poco dopo. Saliamo a sinistra su una ripida sterrata e ritroviamo i segnavia. Dopo meno di cento metri arriviamo alla costruzione in cemento dell'acquedotto. Non saliamo a destra, ma andiamo diritti in un'ampia strada. La strada si allontana, poi effettua un tornante e ritorna sul segnavia. Proseguiamo in comune col segnavia sulla mulattiera. Quando arriviamo sui prati il segnavia sale diritto. Lo lasciamo per seguire la strada che obliqua a destra. Effettuato un tornante a sinistra ritroviamo il segnavia esattamente all'abbeveratoio. Da qui in avanti c'è un solo percorso.

 


23 - Traversata Capanne di Cosola/Capanne di Carrega

 
Aggiornamento: settembre 2001

Percorso: Dal valico scendiamo sul versante orientale per pochi metri e svoltiamo a destra nella strada per Bogli.
Dopo circa 700 metri lasciamo la strada per salire a destra su una strada sterrata.
Usciti dal bosco superiamo una ripida salita a cui segue una discesa ad un colletto.
Una ripida salita termina in vetta al Cavalmurone (km 2,4).
Scendiamo un tratto ripido e saliamo raggiungendo una spalla del monte Legnà (km 2,9). La vetta è a destra a pochi metri.
Una ripidissima discesa ci porta al passo del Legnà. Al termine della discesa attraversiamo un boschetto, poi entriamo nel bosco (km 3,9).
Qui si presentano due possibilità:
1) Proseguiamo sulla strada che scende a destra del crinale. Dopo circa 800 metri la strada diviene ripida e va a destra.
Qui saliamo a sinistra per una mulattiera dissestata. 300 metri non ciclabili ci riportano sulla strada presso il crinale.
2) (consigliabile) Lasciamo la strada per salire a sinistra sul crinale. Qui corre il sentiero segnalato.
Scendiamo nel bosco poi saliamo un tratto ripido. Usciamo nei prati su strada.
La lunghezza dei due percorsi è eguale.
Seguiamo la strada, trascurando le scorciatoie del sentiero, arrivando a superare il crinale. La strada prosegue sul versante orientale poi ritorna sul crinale.
Raggiungiamo la base del monte Carmo (km 6,8). La strada va a destra aggirando la vetta (volendo salire in vetta occorre superare circa 200 metri non ciclabili).
Arriviamo al bosco sul versante meridionale del Carmo dove svoltiamo a destra seguendo la strada che scende tra i faggi. Senza problemi arriviamo all´asfalto in località Capanne di Carrega (km 9,5).
Osservazioni:
Percorribile anche in senso contrario, ma forse ancor meno ciclabile. La traversata può proseguire con l'itinerario 5.
Dislivello: In salita 370 m; in discesa 500 m.
Ciclabilità: 87%

 

 

 

 

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