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Compleanno a
Gorreto
La Trebbia
Torno a Gorreto sperando di incontrare gli amici dell’infanzia spensierata e
i primi amori di un’adolescenza leggera, torno per ripensare sempre a chi
non c’è più ma che ancora oggi, con il solo ricordo, riesce a trasmetterti
energia positiva.
Ogni anno arrivo in paese con la curiosità di vedere qualcosa di cambiato
per poi constatare, con piacere, che nulla è cambiato se non dentro di me.
Sono cresciuto fortunato avendo, come teatro di giochi e come inestimabile
rifugio, un castello, con la segreta speranza che un giorno ritorni ad
essere la residenza principesca che immagino attraverso i racconti della
vecchia e amata Nina.
Sono cresciuto in mezzo a suoni rituali; il gorgoglio del Dorbera che si
confonde con il frinire dei grilli, la campana del paese che inesorabile non
si cura degli ultimi dieci minuti per finire la partita.
L’anagrafe dice che sono di dicembre ma io penso di essere nato veramente
solo dopo aver messo il muso a Gorreto; è qualcosa di ancestrale, atavico,
forse era dentro di me già prima che nascessi.
La mia età biologica è segnata dall’estate a Gorreto e anche quest’anno,
come un castagno del bosco, aggiungerà un cerchio al tronco della mia vita.
E questo sarà un altro compleanno speciale perché trascorso dove voglio
sempre essere a festeggiarlo, con la famiglia, gli amici e, forse, un amore
fugace.
Andrea di Gorreto
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